Santa Chiara d’ Assisi

 

 

 

 

Chiara Scifi, nota come Chiara d’Assisi (Assisi, ca 1193 – Assisi, 11 agosto 1253), fu una religiosa italiana, collaboratrice di Francesco d’Assisi e fondatrice dell’ordine delle monache clarisse: fu canonizzata come Santa Chiara nel 1255 da Alessandro IV nella cattedrale di Anagni.

Nata in un’agiata famiglia, figlia di Favarone di Offreduccio e di Ortolana d’Assisi, Chiara mostrò una precoce vocazione al mistico. Nella notte della domenica delle Palme del 1211 o 1212, infatti, intorno ai 18 anni, fuggì da una porta secondaria della casa paterna, situata nei pressi della cattedrale di Assisi, san Rufino, per unirsi a Francesco d’Assisi e i primi frati minori presso la chiesetta di santa Maria degli Angeli, già da allora comunemente detta la Porziuncola. Da lì Francesco la avviò al monastero benedettino di san Paolo delle Badesse presso Bastia Umbra per poi cercarle ricovero presso il monastero di sant’Angelo di Panzo, alle pendici del Subasio, dove poco dopo fu raggiunta da sua sorella Agnese.

Ottenne da Francesco una prima regola fondata sulla povertà. Il carisma della donna si manifesta entro le mura del monastero in contemplazione e preghiera, seguendo in parte il modello benedettino da cui si differenzia per la ferma e coraggiosa difesa della povertà. Questo è il tema centrale della sua esperienza mistica, la ‘sequela Cristi’, da cui Chiara non vuole essere dispensata nemmeno dal papa. Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le diede una nuova regola che attenuava la povertà, ma lei non accettò sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-1241) le concesse il privilegio della povertà, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253 (presentata a Chiara pochi giorni prima della morte). Solo abbandonando i beni materiali e affidandosi a Dio, Chiara si sente libera di percorrere il suo cammino religioso. È questo l’argomento principale su cui vertono i rari scritti, da cui emerge una donna decisa e fiduciosa (quattro lettere ad Agnese di Boemia, figlia del re Ottokar e la Regola, e altri scritti di cui non si ha certezza di autenticità) che non aiutano però a ricostruirne la figura storica. Soltanto dopo la sua morte, una Leggenda scritta da Tommaso da Celano ne narra la vita scandita dal silenzio, dalla preghiera, dalla ricerca continua di “altissima povertà”.

Passò la seconda metà della vita quasi sempre a letto perché ammalata, pur partecipando sovente ai divini uffici. Portando l’Eucaristia sull’ostensorio, avrebbe salvato, secondo la tradizione religiosa, il convento da un attacco di Saraceni nel 1240. Morì a San Damiano, fuori le mura di Assisi, l’11 agosto del 1253, a sessant’anni. A soli due anni dalla morte, papa Alessandro IV la proclamò santa ad Anagni (15 agosto 1255). La chiesa ne fa memoria l’11 agosto.

  • Chiara è la protettrice delle telecomunicazioni: il giorno di Natale, nella messa servita da Francesco, non c’era Chiara, poiché era costretta a letto a causa della sua infermità. Volendo ella partecipare comunque alla celebrazione, le cronache raccontano che le apparve una visione della messa e al momento della comunione le si presentò innanzi un angelo che le diede la possibilità di comunicarsi all’ostia consacrata.

La principale chiesa dedicata a Chiara è la basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove si trova sepolta .

fonte : Wikipedia

 

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