San Marcellino (Papa)

 

Papa Marcellino, in latino Marcellinus (Roma, … – Roma, 1º aprile 305), è stato il 29º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 30 giugno 296 al 25 ottobre 304 (incerto se sia la data della morte o dell’abdicazione). È venerato come santo dalla Chiesa cattolica (anche se non è presente nel Martirologio romano) e dalle Chiese ortodosse.

Secondo il Liber Pontificalis era un romano, figlio di un certo Proietto. Il Catalogo Liberiano dei papi riportava che divenne vescovo di Roma il 30 giugno 296 e che regnò fino al 304. Questi dati, accettati dall’autore del Liber Pontificalis, vennero verificati da quell’antica fonte. Del suo pontificato, durato 8 anni, non venne riportato nulla. Tuttavia, dall’epitaffio della tomba del Diacono Severo nelle Catacombe di San Callisto si è potuto apprendere che in quel periodo il cimitero principale di Roma fu ampliato con nuove camere sepolcrali. Questa epigrafe iniziava: «Cubiculum duplex cum arcosoliis et luminare Jussu papæ sui Marcellini diaconus iste Severus fecit mansionen in pace quietam…» (“Il Diacono Severo fece questo doppio cubiculum, con i suoi arcosolia e luminaria per ordine del suo Papa Marcellino come quieta residenza di pace per sé e per la sua famiglia”). Questo avveniva prima dell’inizio della “Grande Persecuzione” di Diocleziano, durante la quale le catacombe di San Callisto, come gli altri luoghi di riunione pubblici della comunità cristiana di Roma, vennero confiscati. Giovanni Battista De Rossi riteneva che i cristiani, in questo periodo, bloccassero le gallerie principali delle catacombe per proteggere dalla dissacrazione le numerose tombe dei martiriche ivi riposavano.

Il Cesare Galerio portò il movimento pagano allo scontro con la cristianità 302, e l’anno successivo riuscì a convincere Diocleziano del pericolo che i cristiani rappresentavano per lo Stato. Con una procedura di neroniana memoria, due incendi del palazzo reale (ma esistono dubbi sull’eventuale responsabilità dello stesso Galerio) spinsero definitivamente l’imperatore, inizialmente restio, ad emettere il primo editto di persecuzione.

I soldati cristiani dovettero lasciare l’esercito, le proprietà della chiesa vennero confiscate e i libri sacri vennero distrutti, furono vietate le funzioni religiose e i cristiani dovettero scegliere tra abiurare la loro religione o venire condannati a morte. La stessa moglie di Diocleziano Prisca, e la figlia Valeria, entrambe cristiane, furono costrette a sacrificare alle divinità pagane.

La persecuzione di Diocleziano, i cui severi editti contro i cristiani furono fatti eseguire da Massimiano, portò grande scompiglio nella Chiesa di Roma dopo il 303. Marcellino morì nel secondo anno della persecuzione, tra il 304 e il 305, molto probabilmente di morte naturale. Nessuna fonte attendibile, infatti, del IV o del V secolo lo menzionava come martire. Il suo nome non veniva riportato né dal Depositio episcoporum, né dal Depositio martyrus della “Cronografia Romana” del 354; tale assenza può essere notata anche Martyrologium Hieronymianum. IlMarcellinus episcopus riportato al 4 ottobre nel Codex Bernensis, probabilmente non corrisponde al papa. Anche Eusebio di Cesarea, quando parlò di Marcellino, usò un’espressione oscura: “la persecuzione, inoltre, lo ha interessato” (‘òn kaì a’utòn kateílephon ‘o diogmòs Historia Ecclesiastica, VII, 32). Da queste parole, si può desumere che il papa subì la persecuzione ma non patì il martirio, altrimenti Eusebio lo avrebbe specificato.

fonte: Wikipedia

San Marcellino  (Papa)

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