Luoghi da visitare (Policastro Bussentino)

 

Policastro Bussentino (o semplicemente Policastro) è la maggiore frazione e borgo più popoloso del comune di Santa Marina, in provincia di Salerno. Policastro si trova sulla costa tirrenica, al centro del golfo omonimo, vicino alla foce del fiume Bussento (da cui “Bussentino”). Sorge lungo la SS 18 e dista circa 10 km da Sapri, 5 da Santa Marina, 4 da Scario (frazione di San Giovanni a Piro), 25 da Marina di Camerota (frazione diCamerota) e circa 90 da Salerno. Le altre località balneari vicine sono Capitello (frazione di Ispani, a 2 km), e Villammare (frazione di Vibonati, a 4 km).

L’attuale frazione di Policastro era sorta presso la foce del fiume Bussento come colonia greca di Rhegion (Reggio Calabria) come base strategica per i commerci della città dello Stretto con il Golfo di Taranto collegato attraverso il fiume Siris nel 471 a.C. con il nome di Pyxous(Pixunte), dotata di una cinta muraria. Divenne poi romana nel II secolo a.C. con il nome di Buxentum. Fu dagli inizi del VI secolo sede vescovile. Nel VII secolo fu sede di un castello bizantino e prese il nome di Policastro.

Durante il periodo fascista, con l’accorpamento dei comuni di Ispani e Santa Marina, Policastro fu una frazione di Capitello (sede comunale capoluogo).

Cattedrale della Vergine Maria Assunta in cielo Policastro

                                                                                                                     -Chiesa di Santa Maria Assunta-

La chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Policastro Bussentino e concattedrale della diocesi di Teggiano-Policastro.

L’origine della cattedrale affonda le sue radici nella leggenda: si tramanda, infatti, che la chiesa sia stata costitruita su un precedente tempio pagano dedicato a Castore e Polluce e che la sede vescovile di Policastro sia stata fondata dall’apostolo Paolo nel I secolo durante il suo viaggio da Reggio a Pozzuoli. E’ probabile che a quel tempo la comunità religiosa di Bussento solesse incontrarsi in una “domus ecclesiae”, che era un luogo abituale di riunioni nei primi secoli del cristianesimo. Fu con l’arrivo dei Bizantini, mezzo secolo più tardi, che fu eretta una cella triabsidata detta tricora. Essa fu inizialmente utilizzata per celebrare riiti funerari. Questa tricora può considerarsi l’iniziale costruzione della cattedrale e risale alla fine del VI secolo. La pianta è di tipo basilicale, con transetto sopraelevato per la presenza di una cripta.

Il Campanile fu edificato nel 1167 a cura del Vescovo Giovanni III e di Guglielmo II il Buono ed è così costituito sulla base di una torre di difesa romana sorgono i primi due ordini romanici, costituiti da grandi blocchi squadrati di materiale proveniente in gran parte da monumenti funerari romani. Questo è confermato dalla presenza di due lapidi funerarie romane: una dedicata a Giulia Augusta, l’altra iscrizione è dedicata a Germanico, figlio dell’imperatore Tiberio. Nel XIV secolo, a completamento della torre campanaria, furono sovrapposti altri due ordini insieme col la cuspide terminale che oggi non compare perché fu asportata da un fulmine.

edicola marmorea chiesa di santa maria assunta policastro

                                                                                                                                       -Edicola

L’edicola marmorea soprastante il portale è la forma di nicchia con parete di fondo su cui, ad altorilievo, è scolpita la Vergine sedente in trono con il Bambino in grembo. Sui pannelli laterali appaiono due angeli alati.

cattedrale di policastro

                                                                                                    -Abside con Altare Maggiore

E’ collocata su un piano rialzato sopra la cripta nello stesso perimetro dell’antica Trichora Martyrium. La forma è semicircolare trilobata. All’esterno vi erano tre finestroni ogivi, sostituiti, in seguito, da due semplici finestre rettangolari e riportate al centro dove fiancheggiano una grande pala, in tavolo d’ulivo, raffigurante la Vergine delle Grazie: quest’opera fu dipinta da Pietro Negroni nel 1555. Le due figure laterali, il grandioso medaglione di San Nicola di Bari e Sant’Agostino, risalgono al secolo XVII.
fonte: infopointsantamarina.it
Prof.ssa Marta Del Prete
traduzione: EtruriaNova
foto: nonna Anna




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