Luoghi da visitare ( Gallipoli )

 

 

Gallìpoli (/ɡalˈlipoli/,[4][5] in dialetto gallipolino e in greco salentino: Caddhrìpuli o Caḍḍìpuli), conosciuta come Perla dello Ionio,[6] è un comune italiano di 20 766 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

La città si trova lungo la costa occidentale del Salento, protesa sul mar Ionio, ed è divisa in due parti: il borgo (città nuova) e il centro storico. Fu, fino al 1927, capoluogo di circondario. È sede vescovile dal VI secolo e, dal 2015, è presidente delle Città storiche del Mediterraneo.[7][8]

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Presenti molti antichi Edifici, Palazzi  e Chiese :

Il Castello angioino, circondato quasi completamente dal mare, sorse nel XIII secolo in epoca bizantina. Subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Gli interventi più significativi furono eseguiti dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli.

Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza e isolata nelle acque. Nella parte superiore della torre si trovavano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. L’accesso al Rivellino è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente.

Il castello possiede grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti. La forma della fortezza rimase invariata sino alla seconda metà dell’Ottocento; fra il 1870 e il 1879 fu riempito il fossato e la facciata fu coperta con la costruzione del mercato ittico.

 

Fontana Greca gallipoli

La Fontana greca si ritiene essere la più antica fontana d’Italia in quanto fu costruita intorno al III secolo a.C.. La datazione tuttavia è dubbia. Alcuni storici dell’arte ritengono che i rilievi siano opera di mastri del XVI secolo, epoca in cui si usava ricopiare in nuove sculture antiche rappresentazioni scultoree[29][30]. La facciata, che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l’architrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 m. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Sull’altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, un’epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l’abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali.

Chiesa marrone  e bianca

La Chiesa del Santissimo Crocifisso, sede dell’omonima confraternita, venne eretta nel 1750 sui terreni di proprietà dei padri Domenicani, acquistati dalla confraternita nel 1741. Il sobrio prospetto, spartito in due ordini da un’aggettante trabeazione, è caratterizzato da una grande maiolica ottocentesca che raffigura il miracolo della traslazione del quadro della Vergine del Buon Consiglio e da una nicchia contenente un croce lignea recante il messaggio:IN HOC SIGNO VINCES. L’interno, a navata unica riccamente decorata con stucchi, ospita un pregevole altare maggiore su cui è collocata un’antica scultura lignea del Cristo morto che viene portata in processione durante i riti della Settimana Santa. Decorano la navata nove tele, tutte del pittore Aniello Letizia, un pulpito barocco, piccole statue raffiguranti personaggi biblici e angeli, gli stalli confraternali del 1867 e la statua lignea del XVIII secolo ritraente san Michele arcangelo.[23]

Fonte : Wikipedia

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